L’economia circolare funziona quando un flusso che ha perso valore in un settore diventa input per un altro. La filiera della mela è un caso intuitivo: dopo la produzione di succhi e derivati restano parti fibrose che possono essere essiccate, trattate e reimpiegate.

1. Raccolta e selezione

La qualità della materia secondaria dipende dalla continuità della fornitura, dall’umidità e dal grado di contaminazione. Per questo la collaborazione con aziende agroalimentari locali è una componente importante del modello.

2. Stabilizzazione

I residui freschi sono deperibili. Essiccazione e macinazione servono a ottenere un ingrediente più stabile, trasportabile e compatibile con successive lavorazioni industriali.

3. Formulazione del materiale

La polvere vegetale entra in una formulazione insieme ad altri componenti. La fase di ricerca serve a bilanciare contenuto bio-based, resistenza, flessibilità, aspetto e processabilità.

4. Progettazione per la durata

Recuperare uno scarto è utile soprattutto se il prodotto finale dura nel tempo. Per questo design, manutenzione e possibilità di riparazione fanno parte della stessa conversazione sulla circolarità.